Il corpo umano funziona come un sistema integrato, in cui ogni struttura sostiene e viene sostenuta dalle altre. Tra i gruppi muscolari meno conosciuti, ma più determinanti per la salute della colonna vertebrale, ci sono i muscoli del core, l’insieme di strutture che circondano l’addome e la pelvi e che agiscono come il vero centro di controllo motorio del corpo.
Una capacità efficiente di reclutamento di questa porzione muscolare si traduce in un controllo motorio generale migliore nei movimenti quotidiani, e quindi in un rischio significativamente più basso di infortuni e di dolori cronici, in particolare a livello della colonna lombare. Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, il lavoro sul core addominale è una componente fondamentale sia nei percorsi di prevenzione sia in quelli di recupero funzionale dopo un episodio di lombalgia.
Anatomia del core: i quattro muscoli dell’unità interna
La parete addominale è organizzata in quattro strati muscolari sovrapposti. Il più profondo, chiamato unità interna, è costituito da quattro muscoli specifici, il cui compito principale è stabilizzare la colonna lombare, l’area della schiena più frequentemente colpita da dolore e disfunzione.
Il diaframma
Il diaframma è un muscolo ampio, a forma di cupola, che separa la cavità toracica da quella addominale. Si inserisce sulle coste, sullo sterno e sulla colonna lombare, e svolge due funzioni principali: quella respiratoria e quella di stabilizzazione della zona lombare.
L’escursione di movimento del diaframma è fortemente influenzata dallo stato emotivo della persona: stress e tensioni psicologiche prolungate possono limitarne la naturale capacità di movimento. Dato che il diaframma si inserisce direttamente sulla colonna vertebrale, una sua retrazione cronica può influire negativamente anche sull’atteggiamento posturale generale del corpo.
Il trasverso dell’addome
Il trasverso dell’addome è un muscolo ampio la cui funzione principale è appiattire la parete addominale e comprimere i visceri, agendo come uno dei principali stabilizzatori della colonna e della postura durante i movimenti degli arti, sia in posizione statica che dinamica.
Fonte: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9315065/
Per la sua funzione stabilizzatrice, il trasverso dell’addome svolge un’attivazione anticipatoria rispetto ai movimenti degli arti: in condizioni di normale funzionamento, è il primo muscolo ad attivarsi, prima ancora che il movimento abbia inizio. Una ricerca pubblicata su Frontiers in Neurology ha documentato che, nei pazienti con lombalgia cronica, questo pattern di attivazione anticipatoria viene compromesso, spostandosi verso un pattern reattivo invece che anticipatorio, un cambiamento che incide pesantemente sui meccanismi di stabilità della colonna e di trasferimento del carico.
Il multifido
Il multifido è un muscolo che si estende lungo tutta la colonna vertebrale, dal sacro fino alla seconda vertebra cervicale. La sua porzione più superficiale svolge un’azione estensoria sulla colonna, mentre la porzione profonda, a livello lombare, ha un ruolo essenzialmente stabilizzatore tra una vertebra e l’altra.
Allenare specificamente il multifido riduce in modo documentato l’incidenza della lombalgia, un dato confermato da numerosi studi che hanno osservato come, in presenza di dolore lombare cronico, questo muscolo tenda a ridursi di volume e a modificare il proprio pattern di attivazione.
Il pavimento pelvico
Il pavimento pelvico, oltre alla sua importante funzione di sostegno viscerale, gioca un ruolo altrettanto rilevante nella stabilità della colonna lombare e del bacino, completando insieme agli altri tre muscoli dell’unità interna un sistema integrato di stabilizzazione del tronco.

Perché il core addominale previene il mal di schiena: l’evidenza scientifica
La teoria della stabilità spinale, formulata per la prima volta nei primi anni novanta e tuttora un riferimento centrale nella riabilitazione del mal di schiena, identifica proprio nei muscoli stabilizzatori profondi, trasverso dell’addome, multifido e pavimento pelvico, gli elementi chiave per il controllo della cosiddetta zona neutra della colonna, l’intervallo di movimento in cui la colonna vertebrale si muove con il minimo dispendio di energia muscolare e il massimo controllo articolare.
Fonte: https://www.frontiersin.org/journals/physiology/articles/10.3389/fphys.2025.1672010/full
Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Frontiers in Pain Research, che ha analizzato 26 studi randomizzati controllati, ha confermato che l’allenamento di stabilità del core migliora costantemente la forza e l’attivazione della muscolatura profonda, sebbene i risultati specifici sulla riduzione del dolore percepito possano variare in base al protocollo utilizzato e alle caratteristiche dei pazienti coinvolti.
Fonte: https://www.frontiersin.org/journals/pain-research/articles/10.3389/fpain.2026.1804665/full
Una revisione sistematica pubblicata su PMC, International Journal of Sports Physical Therapy, ha confrontato gli esercizi di stabilità del core con la fisioterapia generica nel trattamento della lombalgia non specifica, documentando una riduzione del dolore percepito significativamente superiore nel gruppo che eseguiva esercizi di stabilità del core mirati rispetto al gruppo di controllo.
Fonte: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9340836/
Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su PMC, che ha confrontato sei diversi interventi di esercizio per il mal di schiena, ha confermato che il rinforzo specifico dei muscoli profondi come il trasverso dell’addome e il multifido promuove uno sviluppo coordinato di più gruppi muscolari, addominali, dorsali e glutei, aumentando la resistenza muscolare e fornendo un supporto più stabile per la colonna vertebrale, riducendo efficacemente il carico sui muscoli lombari.
Fonte: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12045001/
Un ulteriore studio pubblicato su Frontiers in Public Health ha documentato che l’integrazione di esercizi di respirazione con l’allenamento del core, attraverso l’aumento della pressione intra-addominale e il miglioramento della funzione diaframmatica, potenzia ulteriormente il rinforzo coordinato dei muscoli profondi rispetto all’allenamento del core praticato isolatamente.
Fonte: https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2025.1518612/full
Esercizi pratici per allenare il core addominale
Ecco tre esercizi fondamentali, semplici da eseguire in autonomia quotidianamente, pensati per attivare progressivamente i muscoli dell’unità interna descritti in precedenza.
Respirazione addominale
Sdraiati a terra in posizione supina, con il bacino in posizione neutra, appoggia una mano all’altezza dell’ombelico e l’altra sul torace. Impara a distinguere le due differenti modalità respiratorie, toracica e addominale, alternandole per 8-10 respiri.
Successivamente, concentrati esclusivamente sulla respirazione addominale: inspira con il naso ed espira con la bocca, mantenendo l’espirazione rilassata, quasi come un sospiro di sollievo. Durante l’esercizio, solo la mano posizionata sull’ombelico dovrebbe muoversi, assecondando il movimento dell’addome, mentre la mano sul torace dovrebbe restare immobile. È consigliabile praticare questo esercizio per 3-5 minuti, idealmente la sera prima di coricarsi.
Attivazione del trasverso dell’addome
Sdraiati a terra in posizione supina, appoggia le dita sopra le creste iliache. Da questa posizione, retrai l’ombelico e la parte inferiore dell’addome verso la colonna vertebrale, una sorta di leggero vacuum addominale, accompagnando il movimento con una leggera espirazione per facilitarne l’esecuzione.
Mantieni la retrazione per 1-2 secondi a ogni ripetizione, eseguendo 2-3 serie da 10-12 ripetizioni ciascuna. Durante l’esecuzione, è importante mantenere rilassata la parte toracica superiore ed evitare compensi a livello delle spalle o della zona lombare, che indicherebbero un reclutamento scorretto della muscolatura target.
Attivazione del pavimento pelvico
Esegui una contrazione del pavimento pelvico per 10-15 secondi, simulando di trattenere la minzione a vescica vuota o di chiudere lo sfintere anale, oppure contraendo entrambi gli sfinteri contemporaneamente, mantenendo nel frattempo una respirazione regolare, poi rilascia.
Inizialmente è consigliabile eseguire questo esercizio sdraiati in posizione supina, con le ginocchia flesse, la pianta dei piedi appoggiata a terra e le braccia distese lungo i fianchi. Con la pratica, l’esercizio può essere ripetuto per periodi più lunghi e con maggiore frequenza, anche durante le normali attività quotidiane, fino a raggiungere una completa automatizzazione del gesto.
Errori comuni nell’allenamento del core
Conoscere gli errori più frequenti in questo tipo di allenamento aiuta a evitare un lavoro inefficace o, in alcuni casi, controproducente.
- Concentrarsi esclusivamente sui muscoli addominali superficiali, come il retto dell’addome, ignorando i muscoli profondi dell’unità interna che hanno il ruolo stabilizzatore più rilevante
- Trattenere il respiro durante gli esercizi di attivazione, invece di mantenere una respirazione regolare e coordinata con il movimento
- Eseguire gli esercizi troppo velocemente, senza il controllo necessario per un reclutamento muscolare realmente efficace
- Compensare con la zona lombare o le spalle quando la muscolatura target non è ancora sufficientemente attivata, vanificando l’obiettivo dell’esercizio
- Interrompere la pratica regolare una volta scomparso il dolore, senza consolidare l’abitudine come strategia preventiva a lungo termine
Il core addominale nello sport e nelle attività quotidiane
Il ruolo del core addominale non si limita alla prevenzione del mal di schiena in senso clinico, ma si estende a qualsiasi gesto motorio della vita quotidiana e sportiva, dato che ogni movimento degli arti parte da una base di stabilità centrale che, se inefficiente, costringe il corpo a compensare attraverso pattern di movimento meno sicuri ed efficaci.
Negli sport che richiedono cambi di direzione rapidi, come il calcio, il tennis o la pallavolo, un core addominale ben allenato fornisce la base di stabilità necessaria per trasferire la forza generata dagli arti inferiori verso il tronco e gli arti superiori senza dispersioni energetiche e senza sovraccaricare la colonna lombare durante i gesti più dinamici e improvvisi.
Anche nelle attività quotidiane apparentemente semplici, come piegarsi per raccogliere un oggetto dal pavimento, sollevare una borsa della spesa o stare seduti per molte ore davanti a una scrivania, la qualità dell’attivazione del core determina quanto efficacemente il corpo riesce a distribuire il carico senza concentrarlo eccessivamente sulla colonna lombare. Questo è il motivo per cui un lavoro mirato sul core addominale ha un valore preventivo che va ben oltre la semplice gestione di un episodio doloroso già manifesto, e si configura come una componente essenziale di qualsiasi programma di salute del movimento a lungo termine.
Un aspetto interessante riguarda anche l’effetto del core addominale sulla respirazione e sulla gestione dello sforzo fisico in generale. Una corretta coordinazione tra diaframma e muscoli addominali profondi, come evidenziato dalla ricerca scientifica già citata in questo articolo, migliora la regolazione della pressione intra-addominale durante lo sforzo, un meccanismo che non solo protegge la colonna vertebrale durante i gesti di spinta o di sollevamento, ma contribuisce anche a un utilizzo più efficiente dell’energia respiratoria durante l’attività fisica prolungata.

Il legame tra core addominale e postura quotidiana
Esiste una relazione bidirezionale tra la qualità dell’attivazione del core addominale e la postura mantenuta durante le attività quotidiane, un legame che spiega perché lavorare su uno di questi due aspetti tenda a influenzare positivamente anche l’altro nel tempo.
Una muscolatura profonda dell’addome poco reattiva costringe spesso il corpo a ricercare una stabilità alternativa attraverso un irrigidimento compensatorio di altri distretti muscolari, tipicamente i muscoli superficiali della schiena, del collo e delle spalle, che non sono progettati per sostenere un carico stabilizzatore prolungato nel tempo. Questo meccanismo compensatorio, se mantenuto per mesi o anni, può contribuire allo sviluppo di tensioni croniche in zone apparentemente lontane dall’addome, ma in realtà strettamente collegate dal punto di vista funzionale.
Al contrario, un core addominale ben allenato fornisce un supporto centrale stabile che permette ai muscoli superficiali di svolgere il loro ruolo naturale, generare movimento, senza dover sopperire continuamente a un deficit di stabilità di base. Questo si traduce in una postura complessivamente più equilibrata, anche in assenza di un intervento diretto e specifico sulle abitudini posturali della persona, semplicemente come conseguenza indiretta di un miglior funzionamento della base muscolare centrale del corpo.
L’integrazione tra lavoro sul core e correzione delle abitudini posturali quotidiane, quando entrambi gli aspetti vengono affrontati insieme in un percorso strutturato, produce generalmente risultati più stabili e duraturi nel tempo rispetto a un intervento che si concentri esclusivamente su uno dei due fattori, ignorando la loro stretta interdipendenza funzionale.
Il ruolo dell’età e della perdita progressiva di tono muscolare
Con il passare degli anni, la massa muscolare tende a ridursi progressivamente se non opportunamente stimolata, un fenomeno che riguarda anche la muscolatura profonda dell’addome e che spiega perché l’incidenza del mal di schiena tenda ad aumentare con l’avanzare dell’età, anche in assenza di una specifica patologia degenerativa della colonna vertebrale.
Questo declino non è inevitabile né immodificabile: la letteratura scientifica documenta che un programma di esercizio mirato, anche iniziato in età avanzata, è in grado di produrre miglioramenti significativi nella forza e nell’attivazione dei muscoli profondi del core addominale, contribuendo a contrastare almeno in parte questo naturale processo di declino funzionale legato all’invecchiamento.
Per le persone più anziane, l’approccio all’allenamento del core richiede generalmente un’attenzione particolare alla progressione graduale del carico di lavoro e alla supervisione professionale nelle fasi iniziali, per assicurarsi che gli esercizi vengano eseguiti con la tecnica corretta e che il programma sia adeguato alle condizioni generali di salute della persona, incluse eventuali comorbidità che potrebbero influenzare la scelta degli esercizi più appropriati.
Anche nella popolazione più giovane, tuttavia, non è raro osservare una scarsa capacità di attivazione dei muscoli profondi dell’addome, spesso legata a stili di vita sedentari che limitano le occasioni naturali di stimolazione di questa muscolatura nella vita quotidiana, un dato che sottolinea come il lavoro sul core addominale non sia una questione esclusivamente legata all’età, ma piuttosto al livello generale di attività fisica e di consapevolezza corporea sviluppato nel tempo da ciascuna persona.
Costruire un’abitudine duratura, non un intervento isolato
Uno degli aspetti più importanti da comprendere riguardo all’allenamento del core addominale è che i benefici descritti in questo articolo si mantengono nel tempo solo attraverso una pratica costante, non attraverso un intervento isolato o occasionale privo di continuità.
Molte persone interrompono la pratica degli esercizi di attivazione del core non appena il dolore percepito si riduce o scompare, un comportamento comprensibile ma che vanifica in larga parte l’investimento fatto fino a quel momento. La muscolatura profonda dell’addome, come qualsiasi altro distretto muscolare, tende a perdere progressivamente l’efficienza acquisita se lo stimolo allenante viene interrotto, esponendo la persona al rischio di recidiva del dolore nel medio e lungo termine.
Integrare gli esercizi di attivazione del core all’interno di una routine quotidiana stabile, anche con sessioni brevi ma regolari, rappresenta la strategia più efficace per mantenere nel tempo i benefici ottenuti. Alcune persone trovano utile abbinare questi esercizi a momenti già consolidati della propria giornata, come il risveglio o il momento prima di coricarsi, costruendo un’abitudine che richiede sempre meno sforzo di volontà con il passare del tempo, fino a diventare parte integrante e quasi automatica della propria routine di benessere personale.
Quando il core addominale non basta: il ruolo della valutazione professionale
Sebbene gli esercizi di attivazione del core siano sicuri e generalmente indicati per la maggior parte delle persone, esistono situazioni in cui è opportuna una valutazione professionale prima di intraprendere un programma di allenamento autonomo.
- Dolore lombare persistente da più di alcune settimane, che richiede un inquadramento clinico prima di qualsiasi programma di esercizio
- Dolore che si irradia agli arti inferiori, possibile segnale di una componente neurologica da valutare con attenzione
- Presenza di patologie strutturali già diagnosticate della colonna vertebrale, come ernie discali o spondilolistesi
- Difficoltà a percepire o controllare l’attivazione dei muscoli profondi anche dopo diversi tentativi, situazione in cui un feedback professionale diretto accelera notevolmente l’apprendimento motorio corretto
Il lavoro sul core addominale nel nostro
Centro Medico Riabilitativo a Lipomo (Como)
Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, il lavoro sul core addominale viene sempre calibrato sulla situazione specifica della persona, distinguendo un percorso di prevenzione generale da un percorso di recupero funzionale dopo un episodio di lombalgia acuta o cronica.
La valutazione iniziale verifica la capacità di attivazione dei muscoli profondi, identifica eventuali compensi scorretti nel pattern di movimento e costruisce una progressione di esercizi personalizzata, che si integra, quando necessario, con altre componenti del percorso terapeutico come la fisioterapia attiva e la rieducazione posturale.
Il nostro Centro Medico Riabilitativo si trova a Via Corte Grande 21/23, Lipomo (CO), a 5 minuti dal centro di Como, con parcheggio gratuito. Raggiungiamo facilmente da Cantù, Mariano Comense, Montano Lucino, Albese con Cassano, Erba e Olgiate Comasco.
Un core addominale forte è la migliore prevenzione contro il mal di schiena di domani.
Prenota una valutazione del tuo core addominale nel nostro Centro Medico Riabilitativo, costruiamo insieme un programma di esercizi mirato alla tua condizione specifica.
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Cos’è il core addominale e perché è così importante?
Il core addominale è l’insieme dei muscoli che circondano l’addome e la pelvi, in particolare i quattro muscoli dell’unità interna: diaframma, trasverso dell’addome, multifido e pavimento pelvico. Una buona capacità di attivazione di questi muscoli migliora il controllo motorio generale nei movimenti quotidiani, riducendo significativamente il rischio di infortuni e di dolori cronici, soprattutto a livello della colonna lombare. Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, il lavoro sul core addominale è centrale sia nella prevenzione che nel recupero funzionale.
Allenare il core addominale previene davvero il mal di schiena?
Sì, con evidenze scientifiche solide a supporto. Una revisione sistematica pubblicata su PMC ha documentato una riduzione del dolore percepito significativamente superiore in chi esegue esercizi di stabilità del core mirati rispetto alla fisioterapia generica. Un’altra revisione, su 26 studi randomizzati controllati, ha confermato che l’allenamento di stabilità del core migliora costantemente forza e attivazione della muscolatura profonda. Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, integriamo queste evidenze nei percorsi di prevenzione e recupero.
Quali sono i muscoli più importanti del core addominale?
I quattro muscoli dell’unità interna sono il diaframma, che ha funzione respiratoria e stabilizzatrice lombare, il trasverso dell’addome, che si attiva anticipatoriamente nei movimenti degli arti, il multifido, stabilizzatore tra le singole vertebre, e il pavimento pelvico, che sostiene sia le funzioni viscerali sia la stabilità lombare e pelvica. Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, la valutazione iniziale verifica la capacità di attivazione di ciascuno di questi muscoli.
Quanto tempo serve per vedere risultati dall’allenamento del core?
I primi miglioramenti nella capacità di attivazione e percezione dei muscoli profondi sono spesso percepibili entro alcune settimane di pratica regolare, mentre i benefici più stabili sulla riduzione del dolore lombare richiedono generalmente una pratica costante nel tempo, integrata progressivamente nelle attività quotidiane. Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, costruiamo una progressione personalizzata che tiene conto del punto di partenza specifico della persona.
Posso allenare il core addominale anche se ho già mal di schiena?
In molti casi sì, ma è importante prima escludere condizioni che richiedono una valutazione specifica, come dolore irradiato agli arti inferiori o patologie strutturali già diagnosticate della colonna. Quando il dolore è di natura funzionale, gli esercizi di attivazione del core fanno spesso parte del percorso di recupero stesso. Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, la valutazione iniziale distingue sempre queste situazioni prima di proporre un programma di esercizio.
È meglio allenare il core con esercizi statici o dinamici?
Entrambi gli approcci hanno un ruolo, con meccanismi diversi: gli esercizi statici a basso carico e alte ripetizioni favoriscono il reclutamento dei motoneuroni gamma, utile per il mantenimento della stabilità a lungo termine, mentre gli interventi dinamici favoriscono una coordinazione neuromuscolare più completa, con effetti antalgici superiori nel breve termine secondo alcune evidenze recenti. Nel nostro Centro Medico Riabilitativo, la scelta tra le due modalità viene calibrata sugli obiettivi specifici della persona.







